DreamVideo è un digital magazine mensile con focus specifico sulla produzione e post-produzione video, rivolto a videomaker e filmmaker, che siano professionisti o semplici appassionati.    |     Anno XIV nr.169-2024    |     ISSN 2421-2253

Le telecamere broadcast (7)

 

Utilizzando telecamere a tubi era praticamente indispensabile regolare finemente la camera prima di uno shooting se si desiderava ottenere immagini di buona qualità. La stabilità intrinseca dei rilevatori CCD e la maggiore oggettività ed affidabilità delle circuitazioni delle camere attuali rende possibile l'impiego della telecamera per diverso tempo senza dover ricorrere a regolazioni complesse a livello di engineering.

I danneggiamenti fisici subiti dalla camera o dall'ottica durante l'uso o il trasporto sono probabilmente la causa più frequente della perdita di prestazioni delle camere attuali. Con un uso accurato della camera la probabilità di guasti o mal funzionamenti è veramente molto bassa. 

Tuttavia sarà bene programmare un controllo fine delle prestazioni del sistema ottica/camera/camcorder o catena a valle prima di effettuare riprese impegnative, importanti o irripetibili. Se il test, eseguito in un laboratorio, mostrerà un allontanamento significativo dai dati di specifica della camera si dovrà necessariamente intervenire sul sistema eseguendo una procedura di riallineamento così come da manuale di servizio della camera, da parte di personale qualificato, dotato di strumentazione adeguata.

In ogni caso è buona norma che prima dell'esecuzione di riprese di qualsiasi tipo l'operatore esegua un set di controlli relativamente semplici e previsti dall'operatività normale di sistema.

Le operazioni da effettuare sono le seguenti: 

Verifica visiva e meccanica

Ispezionare visivamente camera e ottica alla ricerca di danneggiamenti visibili che possono essere sintomo di più gravi danneggiamenti interni. Con cura controllare l'operatività dell'ottica per messa a fuoco, zoom elettrico o servo assistito, duplicatore se esiste. Se rilevate discontinuità nel movimento delle ghiere dell'ottica o punti di attrito si deve sospettare un problema interno all'ottica dovuto a danneggiamento fisico o a usura degli accoppiamenti meccanici interni o a cattivo funzionamento dei servo sistemi di controllo.

Ispezionate con cura la lente frontale dell'ottica che deve assolutamente essere priva di rigature o danneggiamenti.
Se necessario pulire con un panno morbido inumidito con una soluzione di alcool etilico 90% + etere al 10% in volume. 
Le ditate ad esempio, se persistono, possono aggredire chimicamente e quindi danneggiare il coating della lente. Anche se è luogo comune e a volte viene indicato come procedura NON UTILIZZATE MAI PANNI IMBEVUTI DI SILICONE.


Per asciugare la lente dopo averla pulita con la soluzione alcool/etere di cui sopra, utilizzate carta di riso.

Date anche un'occhiata alla lente posteriore dell'ottica ed eseguite una pulizia se necessario.

Smontando l'ottica si renderà visibile l'ingresso ottico della camera; la prima cosa che trovate è il filtro a ¼ della lunghezza d'onda ovvero un filtro ottico passa-basso; NON PULITELO MAI CON SOLUZIONI DI ALCUN TIPO!


Soffiate solo con un pennellino antipolvere se osservate presenza di polvere. Nel caso in cui l'ottica debba anche per solo pochi minuti essere staccata dalla camera e quindi l'ingresso del percorso ottico della camera resta esposto, chiudetelo con l'apposito "tappo" che normalmente è a corredo.

Dopo il filtro a ¼ della lunghezza d'onda trovate normalmente la torretta dei filtri di attenuazione e conversione. Puliteli ruotandoli se consentito dalla conformazione della camera con la solita soluzione.

Ultimamente tuttavia questo gruppo di filtri viene costruito in una "scatola stagna" e quindi non necessita di manutenzione.
Le torrette di filtri nelle camere sofisticate possono essere 2, anche motorizzate.

Osservate con attenzione tutti i connettori di I/O della camera sia audio che video e assicuratevi che non siano danneggiati o che non abbiano pin piegati.  Se osservate tracce di ossidazione utilizzate uno spray disossidante ma sempre con molta parsimonia.

Pulite la loop della camera, se necessario oliate il meccanismo di bloccaggio della staffa/cavalleto/camera.

Se la camera è un camcorder, staccate il camcorder e controllate la perfetta integrità della connessione su connettore multipin tra corpo camera e camcorder (connessione critica, osservate che i pin siano tutti dritti e non anche minimamente piegati).

Tralasciamo i controlli da eseguire sul camcorder, la cosa è riservata a engeneering, non intervenite mai sul camcorder se non per pulire le teste se sapete bene come fare. Al primo dubbio portare al laboratorio. Controllate invece molto bene la situazione alimentazione sia da rete sia da batterie con pulizia delle placche di contatto, pin ecc... e la relativa non ossidazione.

Fate un controllo di tutta la caveria audio/video e quanto accessorio come radiomicrofono, cavalletto, testa, insomma abbiate cura che tutto funzioni perfettamente, che nulla possa provocare per quanto possibile problemi durante la ripresa e che il sistema sia in perfetta efficienza.

Conferma del Coder della camera

Un coder regolato molto bene risulta molto utile in quanto fornisce una "finestra" per guardare dentro la camera e avere conferma del suo funzionamento corretto.

La messa a punto del coder è relativamente facile da controllare in quanto in tutte le camere broadcast è presente un generatore di segnali di test che settato su "Barre Colore EBU" (Luma 100 e Chroma 75) fornisce un rapido sistema di controllo del coder stesso. 

Ecco come fare:

  1. Applicare il segnale di uscita della camera (encoded analogico) CCVS, a un Waveform Monitor (in pratica un oscilloscopio), a un Vettorscopio (strumento dedicato, legge solo burst + chroma e consente comparazioni dei vettori di fase, per I e Q, generati dal modulatore in quadratura) e infine in cascata a un monitor di Grado 1.
    Questi 3 strumenti possono essere connessi in cascata, looppando ingresso/uscita con cavo coassiale a 75 Ohm, il più corto possibile, con connettori normalmente BNC a 75 Ohm e terminando con una chiusura a 75 Ohm all?arrivo.
    ATTENZIONE: non utilizzate mai le chiusure a 75 Ohm presenti sugli apparati, utilizzate invece una chiusura a 75 Ohm certificata con tolleranza massima ammessa di +/- 0.1%.
     

  2. Selezionare sulla camera il modo Barre Colore (EBU). Avere conferma che i vettori del burst sul vettorscopio per I e Q siano in fase corretta e di corretta ampiezza (90 ° in modo PAL e 300mV per ampiezza ? Il Burst letto sul vector devono essere 2 linee rette e nette, senza jittering). Osservare ora che i vettori dei colori del segnale di barre EBU cadano all'interno dei quadratini del reticolo del vector (la tolleranza è +/- 2°).
     

  3. Sul monitore di forma d'onda sempre con il segnale di barre colore EBU applicato e la base dei tempi settata a vedere una riga intera rispetto all'orizzontale, osservate che il nero del segnale di barre corrisponda allo 0V del segnale di blanking. Osservare che il segnale di bianco venga letto a 0.7V. Osservare che l'ampiezza del burst sia di 300mV (i cicli dovrebbero essere 14). Osservare che l'ampiezza del sync di riga sia di 300 mV. Settare ora il monitore di forma d'onda per la lettura rispetto al verticale e osservare che il segnale sul monitore di forma d'onda con base dei tempi settata per vedere 2 quadri, non presenti fluttuazioni o inalzamento del piedestallo dei sincronismi o video attivo per l'intera escursione dei 2 campi. Il segnale deve apparire stabile e esente da modulazioni in movimento aciclico.
     

  4. A monitor osservate che il segnale di barre colore non presenti moiree, rumore di fondo, che i colori siano puri e che in prossimità del contorno tra un colore e l'adiacente la divisione sia netta e senza incertezze o battimenti. Normalmente il monitor di Grado 1 consente di andare a controllare i sync presenti sia per H che per V fuori dalla scansione attiva. Osservate la presenza di un Burst stabile (la linea gialla), osservate che i sync verticali siano stabili e puliti, osservate che i sync di riga siano stabili e puliti. Se siete in grado di farlo controllate con un buon oscilloscopio la durata dei sync di H e V affinché risultino entro le tolleranze del sistema PAL.
     

  5. Se tutto questo accade come detto sopra, il coder verso CCVS della camera è OK. Il coder è a valle di Preamplificatori, Gamma Correction, Matrice, Modulatore, Estrattore di Contorno, Sync Generator e quant?altro.
    Se lui (il coder) è a posto ovvero se il segnale di test inserito nei pre della camera e che ha fatto l'intero percorso alla fine rispetta i suoi valori noti, garantirà che anche il segnale proveniente dal sistema ottico venga processato in modo corretto. Ricordarsi che esistono ulteriori processazioni fatte dalla camera e che per essere controllate richiedono strumentazione dedicata, know how e procedure apposite, in particolar modo per segnali in SDI Y, R-Y, B-Y.

In condizioni di controllo e allineamento di una camera broadcast a specifiche, un laboratorio specializzato impiega normalmente 3 giorni se non si incontrano problemi (catena audio compresa + camcorder).  Questo per un camcorder, se la camera è una camera da studio dipende dalla sua complessità e sofisticazione. Una camera da studio deve essere verificata anche per un funzionamento di "sistema" congiuntamente a altre camere, master set-up, RCP, Triax Mod-Demod, Tally, Intercom, Prompter, per tutti i diversi I/O, dialogo in seriale verso controllo remoto, memorie, dialogo con ottiche da studio, alimentazioni principali e di servizio, questo rispetto a testa camera e CCU. Non è uno scherzo, servono giorni e giorni di paziente lavoro. 


Le camere broadcast normalmente sono dotate di manualistica di servizio più che esauriente e vengono anche forniti kit appositi per la manutenzione e il controllo. In alcuni casi serve strumentazione specifica per quel tipo di camera o apposite mire o light-box + diapositive e quant'altro.

Conferma dell'auto black

  1. Assicuratevi che la lente dell'obiettivo sia tappata durante tutta questa procedura.

  2. Attivare la funzione di Auto Black della camera.

  3. Avere conferma dalla diagnostica della camera a viewfinder che la procedura di Auto Black è stata eseguita con successo.

  4. Selezionate i guadagni della camera a 0dB, + 3dB, + 9dB, +18dB e avere conferma dall'oscilloscopio che il livello del nero non si muova e resti al piedistallo indifferentemente dal guadagno settato. Se è connesso un vettorscopio in queste condizioni indifferentemente dal guadagno settato i vettori di I e Q devono restare al centro del reticolo e non assumere dominanti (mostrare vettori) . Deve essere visibile sempre e solo un punto circolare al limite solo un po' più grosso (rumoroso).

  5. Se tutto questo accade come detto il circuito di Auto Black della camera è OK.

Conferma dell'auto white

  1. Inquadrare un bianco uniforme a 3200 K° full screen e sfuocato.

    Il bianco deve essere esposto per circa 0.6V letti sul monitore di forma d'onda ovvero prima della soglia di intervento del circuito di Auto Knee.

  2. Attivare la funzione di Auto White della camera.

  3. Osservare che la diagnostica dica di aver eseguito l'Auto White con successo.

  4. Osservare il vettorscopio. I vettori devono essere al centro e puntiformi.

  5. Inserire un filtro di correzione a 6500 o illuminare a 6500K° e ripetere l'operazione. Il risultato sul vectorscopio deve essere il medesimo.

  6. Se tutto questo accade l'Auto White della camera è OK.

 
Autore: Rolando Pellacani
 
 
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