DreamVideo è un digital magazine mensile con focus specifico sulla produzione e post-produzione video, rivolto a videomaker e filmmaker, che siano professionisti o semplici appassionati.    |     Anno XIII nr.154-2023    |     ISSN 2421-2253

Le ottiche a Zomm per la TV (14)

 

Le telecamere moderne hanno grandezza d’immagine di 1"+1/4,  1",  2/3",  ½" (I due formati maggiori di 1"+1/4 e 1" erano i formati utilizzati per camere a tubi).

Sovente si rende necessario confrontare ottiche con specifiche diverse; qui di seguito trovate alcuni semplici suggerimenti su tre metodi di comparazione (non qualitativa ma per operatività):

          1. Per lunghezza focale

          2. Per numero F

          3. Per profondità di campo



Comparazione per lunghezza focale

Se desiderate utilizzare una telecamera con formato immagine di 2/3" per girare una scena come se impiegaste invece una telecamera con formato immagine di 1"+1/4 che lente si dovrà utilizzare?

Non stiamo parlando di montare un'ottica per 1"+1/4 su una camera da 2/3" ma bensì di disporre ad esempio di una camera da 2/3" e di una camera da 1"+1/4 che, sempre per esempio, devono dare la stessa immagine posizionate alla stessa distanza dal soggetto. Caso impossibile? Non è vero, può accadere in situazione di ripresa multicamera o di dover rifare esattamente quell’inquadratura dalla stessa posizione ma con una camera di formato diverso.

Quindi: che ottica dovrò montare sulla mia 2/3 che ho adesso se prima la stessa inquadratura l’ho avuta da una camera da 1"+1/4 ?

L'angolo di vista W di una lente è determinato dalla formula:

 
dove:

Y  = larghezza del rilevatore (dimensione orizzontale del CCD)

F = focale utilizzata

 Per raggiungere quindi lo stesso angolo di vista con Y più piccolo sarà necessario scegliere un valore di F più piccolo (la condizione è di proporzione invertita, F nella formula è al denominatore), in altre parole se la proporzione della grandezza dell'immagine rispetto alla lunghezza focale è la stessa, l'angolo di vista è il medesimo.

Ad esempio utilizzando uno zoom 18x come il CANON P18x15 (formato 1"+1/4) si avrà un angolo di vista molto simile a un CANON PV18x11 (formato 1") e molto simile a un CANON J18x8 (formato 2/3").




Comparazione per Numero F

Per mantenere la stessa luminosità dell'immagine più piccola sarà la grandezza dell'immagine prodotta dalla lente e più piccolo dovrà essere il Numero F della lente (più piccolo è il Numero F e più luce entra nell'ottica).

In altre parole il Numero F deve essere proporzionale alla grandezza dell'immagine.

In una telecamera il numero di linee di scansione è lo stesso indifferentemente dalla grandezza dell'immagine e pertanto riducendo la grandezza dell'immagine si riduce l'area del pixel (diametro del fascio di elettroni del beam di un tubo o superficie di un singolo elemento sensibile di un CCD).

La quantità di luce ricevuta dal pixel quindi diminuisce  al diminuire della grandezza dell'immagine. Questo diminuire deve essere compensato riducendo di conseguenza il Numero F (Il Numero F diventerà più piccolo e quindi l'ottica dovrà essere più "veloce", più aperta).

Ottenere ottiche luminose (veloci) con rivelatori piccoli è problematico e per ad esempio sistemi con rilevatore da ½" normalmente l'ottica non scende sotto F2 mentre è normale per sistemi a 2/3" avere aperture di F1.5.

Questo significa guadagnare un diaframma, uno stop, ovvero poter disporre del doppio della quantità di luce in ingresso all'ottica. Cosa significa? Ne parliamo alla prossima ripresa in notturna che andremo a fare.

Una cinepresa si comporta in modo diverso; lo stesso Numero F può essere usato con qualsiasi formato immagine.

Il pixel di una pellicola è il singolo grano di cloruro d'argento il cui diametro è lo stesso per qualsiasi pellicola (per qualsiasi tipo di pellicola con quella emulsione). Tuttavia al ridursi della grandezza dell'immagine viene perso il potere di risoluzione sempre pensando di tenere il numero F costante, il rapporto tra grandezza dell'immagine e diametro del grano di cloruro d'argento cambia e quindi la pellicola avrà una risoluzione minore se l'immagine avrà una grandezza minore.




Comparazione per profondità di campo

Quando cambia la grandezza dell'immagine prodotta dalla lente (il formato immagine) il diametro del cerchio di confusione ammissibile cambia in proporzione (il diametro del cerchio nel quale si dà per accettabile la messa a fuoco di un raggio luminoso puntiforme, ne abbiamo parlato negli articoli precedenti fornendo i valori dei cerchi per ogni formato immagine TV). Se vengono scelti lunghezza focale e Numero F come descritto sopra, la profondità di campo rimarrà la stessa.

In altre parole se si seleziona la lunghezza focale e il Numero F in proporzione al formato immagine (la sua grandezza) la profondità di campo risulterà invariata, resterà la stessa rispetto al piano del soggetto a ripresa.

Tuttavia la profondità di campo dalla parte del punto di focale (punto in cui si forma l'immagine sul rilevatore) diminuisce al diminuire della grandezza dell'immagine ovvero diminuisce il diametro del cerchio  di confusione ammissibile e pertanto la scansione dell'immagine diventerà più critica e dovrà essere regolata con maggiore cura (con molta maggiore cura, segue un esponente elevato al quadrato).

Sono state costruite negli anni passati da parte di un costruttore europeo alcune serie di telecamere broadcast anche piuttosto diffuse con formato immagine di ½". Dopo qualche anno questo costruttore ha abbandonato questo formato immagine a favore di un formato immagine più grande ovvero il formato 2/3" che attualmente è il più utilizzato.

Sempre in passato quando si utilizzavano camere con rilevatori a tubi, il formato immagine standard era 1". Queste camere necessariamente erano camere "da studio", anche se utilizzate in esterni, e risultavano piuttosto ingombranti.

Esisteva la necessità di disporre di camere spalleggiabili. Furono quindi costruite camere spalleggiabili e necessariamente nel formato 2/3".

Tutti noi operatori di settore addetti all'engeneering delle riprese TV odiavamo queste camere con questo formato immagine così piccolo in quanto la messa a punto di un sistema così critico non risultava mai soddisfacente e facilmente andava tutto fuori registro proprio a causa della difficoltà di focalizzare il beam del tubo su un target così piccolo in modo estremamente accurato (esistevano anche altri problemi) .

Per bypassare molti problemi e non solo di focalizzazione, registration, sensibilità, ecc... si costruirono camere broadcast a tubi con un formato immagine addirittura di 1"+1/4 ovvero con un target del tubo molto grande. Erano ingombranti, pesanti, molto costose, richiedevano ottiche dedicate, consumavano molta corrente e quindi gli alimentatori diventavano critici, ecc... tuttavia le prestazioni in immagine di queste camere erano eccezionali e la loro messa a punto era molto meno laboriosa che non per i sistemi a 1" o  2/3", erano estremamente stabili. Chi le ha utilizzate, non credo molte persone, se le ricordano con nostalgia. Vi sembrerà incredibile ma ad una telecamera ci si può anche affezionare.

 
Autore: Rolando Pellacani
 
 
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