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Per
sensore d'immagine si intende il trasduttore che converte l'immagine
ottica in una sua rappresentazione/codifica elettrica. Questi
dispositivi in passato erano tubi a fotoconduzione il cui funzionamento
è piuttosto complesso e che trascureremo in questa sede dedicando
più attenzione ai moderni rilevatori CCD, ovvero ai trasduttori
attualmente in uso.
LA
DIAGONALE DELL'IMMAGINE
La
grandezza dell'immagine che il sistema ottico va a formare sulla
superficie sensibile del rilevatore è uno dei fattori più importanti
nel determinare le prestazioni totali di una telecamera.
Attualmente
i rilevatori CCD utilizzati per le telecamere broadcast utilizzano
il formato 2/3" (il più performante per rapporto costo/prestazioni)
anche se in passato alcuni costruttori commercializzarono il formato
1/2" che tuttavia pone problemi di diverso tipo.
Limitazioni
imposte dalla minore grandezza di riga che è possibile raggiungere
e limitazioni fisiche nella realizzazione di rilevatori così piccoli
e complessi ha fatto preferire e diffondere il formato 2/3"
così come il parco di ottiche dedicate a questo formato.
La
costruzione di ottiche di formato 1/2" è oltretutto molto
più critica che non per il formato 2/3"; inoltre il formato
1/2" pone ulteriori problemi operativi legati a velocità
dell'ottica (luminosità, ecc...).
La
sensibilità alla luce di una telecamera è strettamente legata
alla dimensione della diagonale del formato immagine (l'immagine
che si forma sulla superficie sensibile del rilevatore). Il sistema
del prisma dicroico possiede una limitazione di base circa la
convergenza dei raggi di luce che lo attraversano e pertanto la
sua luminosità nominale viene limitata in genere a F=1.4. Come
risultato utilizzando un'ottica del formato 2/3", in pratica,
si raddoppia la quantità di luce che è possibile far giungere
al rilevatore. Come fatto negativo si ha un maggior costo del
sensore e dimensioni leggermente maggiori della telecamera.
I
CCD
Nel
1970 William Boll e George Smith dei Bell Labs annunciarono la
scoperta di un dispositivo accoppiatore di carica: Charge Coupling
Device o CCD.
Questo
dispositivo originario venne negli anni successivi migliorato
e affinato e il sogno di possedere finalmente un rilevatore a
stato solido che potesse sostituire i tubi a fotoconduzione divenne
una realtà.
Qui di seguito facciamo alcuni confronti tra tubi e CCD per prestazioni
e caratteristiche:
I
vantaggi dei tubi rispetto ai CCD
- La
risoluzione dei tubi può essere eccellente sino a più di 1.000
punti sulla riga.
- La
gamma di dinamica dei tubi può essere eccellente se supportati
da una circuitazione esterna che rileva la presenza di alte
luci e che incrementa istantaneamente la corrente di "beam"
solo per la durata delle alte luci (tubi tipo Plumbicon ACT
ad esempio). Le alte luci con diaframma a F=3.5 o F=4 con uscita
a 100 ire di segnale video prodotto possono essere riprodotte
ma con la presenza solo di un qualche alias (difetto indesiderato).
Questa ampia dinamica riproducibile da parte del tubo diventa
tuttavia ingestibile quando la corrente di "beam"
diventa insufficiente per cancellare le persistenze oppure quando
l'inerzia del materiale fotosensibile del target del tubo diventa
maggiore del valore iniziale per usura del tubo.
- La
forma d'onda della scansione dei tre tubi (RGB) può essere manipolata
elettronicamente per correggere difetti prodotti dal sistema
ottico obbiettivo/filtri/prisma/imprecisioni meccaniche.
La correzione avviene in tempo reale arrivando a correggere
l'ottica in funzione della posizione dello zoom.
Tuttavia questo è possibile solo eseguendo una taratura estremamente
accurata e che richiede tempo, know how e strumentazione dedicata.
Tutto questo per una sola ottica montata su quella camera.
Se si cambia l'ottica la taratura deve essere rifatta oppure
nelle camere a tubi dell'ultima generazione era possibile memorizzare
più lens files nelle memorie della testa camera e richiamarle
al cambiare dell'ottica.
- L'uscita
del tubo è una rappresentazione analogica e morbida dell'immagine
ottica. Non è presente l'aliasing delle linee diagonali a gradini
presente nei CCD.
Gli
svantaggi dei tubi rispetto ai CCD
- I
tubi sono grossi, pesanti e risultano essere un limite per le
camere portatili.
- Il
tubo ha una vita limitata e deve essere sostituito quando la
corrente di "beam" non è più sufficiente ad eccitare
il target del tubo. Una terna di tubi da 1" (Plumbicon
ACT) oggi costerebbe circa 30.000 $ USA o forse più.
L'operazione di sostituzione di una terna di tubi poteva richiedere
diversi giorni di lavoro da parte di personale specializzato
e dotato di strumentazione dedicata.
La taratura meccanica/elettronica dell'intera camera doveva
essere rifatta e ricontrollata sovente una volta che la camera
andava in esercizio.
- Le
caratteristiche di risposta dei tubi cambiano nel tempo dopo
essere stati installati e la camera necessita costantemente
di allineamenti di guadagno e bilanciamento. Giorno per giorno.
-
I tubi possono subire severi danneggiamenti dovuti all?esposizione
a alte luci. La corrente di "beam" non riesce più
a cancellare l'alta luce o a caricare il target e il tubo può
presentare un'area in cui la sensibilità risulta inferiore (i
tubi venivano detti "bucati" anche se non c'era nessun
buco, era solo una sensibilità inferiore nell'area in cui la
superficie sensibile del tubo era stata colpita da un'alta luce
per un certo tempo).
- Le
alte luci che eccedevano la sensibilità nominale del tubo producevano
"blooming" ovvero un alias per il quale le alte luci
apparivano globiformi e non puntiformi.
Inoltre le alte luci creavano un effetto di persistenza che
anche le circuitazioni più sofisticate di Anti Comet Trail (ACT)
non riuscivano a eliminare. La cosa peggiorava via via che il
tubo andava esaurendosi a causa dell'aumentata inerzia dielettrica
del target.
- Il
sistema dei tubi di una telecamera può subire danneggiamenti
o perdere in prestazioni o allineamento del sistema per temperatura
variabile o alta e per il campo magnetico terrestre.
Il solo far stare una telecamera a tubi sotto il sole d'agosto
può portare al danneggiamento dei tubi. Un'escursione termica
di 10°C provoca un completo disallineamento elettrico/meccanico
dei rilevatori.
Il ruotare la testa camera di 90° rispetto al campo magnetico
terrestre può produrre apprezzabili difetti di convergenza dei
3 tubi o geometria dell'immagine.
I
vantaggi dei CCD rispetto ai tubi
- La
camera che usa CCD è più piccola, più leggera e consuma meno
corrente.
- I
CCD non modificano le proprie caratteristiche nel tempo.
- I
CCD non sono influenzati da alte luci, alte temperature o dal
campo magnetico terrestre.
- Non
esiste l'effetto di persistenza di alte luci (effetto cometa).
- L'accuratezza
di registrazione e risoluzione è uniforme (in teoria) su tutta
la superficie del rilevatore CCD.
- Non
sono necessarie tarature meccaniche o elettroniche di centraggio e
collimazione.
- È
possibile realizzare un "otturatore elettronico".
- La
risoluzione dinamica è notevolmente migliore rispetto ai tubi
(movimenti veloci).
Gli
svantaggi dei CCD rispetto ai tubi
- L'aliasing
provocato dal relativamente ristretto numero di elementi sensibili
del CCD può provocare artefatti se nella scena è presente un
alto dettaglio.
- Le
linee diagonali tendono ad un andamento a gradini.
- È
possibile che il livello di DC di ogni singolo elemento sensibile
del CCD sia diverso dagli altri provocando un difetto chiamato
"Fixed pattern noise" visibile se si aumenta il guadagno
della camera.
- Non
è più possibile correggere elettronicamente difetti dell'ottica.
- Esiste
un fenomeno chiamato "Vertical Smear" tipico dei CCD
dovuto a persistenza di cariche per alte luci.
È possibile eliminare questo difetto solo con CCD FIT,
molto costosi.
- Esiste
un artefatto che si presenta quando la camera viene ruotata
velocemente in orizzontale, artefatto che produce un tracciamento
nella struttura verticale, uno spezzarsi di linee verticali
dell'immagine.
Esistono
anche altre problematiche relative ai CCD ma che si possono definire
come frequenti malfunzionamenti. Il più comune è la morte di un
singolo elemento sensibile del rilevatore (un pixel non viene
più rilevato o rilevato con valore errato). I costruttori hanno
sviluppato diversi sistemi per mascherare questo problema che,
quando esiste, non può essere eliminato, può solo essere
mascherato. In genere il valore non rilevato o rilevato erroneamente
viene sostituito da un valore mediato ricavato dai 4 o più pixel
adiacenti.
A
volte con il passare del tempo il CCD presenta sempre più pixel
morti sino a che non si rende indispensabile sostituire tutto
il gruppo dei 3 CCD + prisma dicroico.
Attualmente
purtroppo nessun costruttore è in grado di fissare uno standard
di degrado del CCD ne di fornire garanzie in merito.
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