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Il
rilevatore CCD FIT (Frame Interline Transfer) combina i pregi
dell'IT e quelli del FT e virtualmente elimina il problema dello
smear verticale.
Il
CCD tuttavia in questo caso diventa un semiconduttore molto complesso,
di difficile costruzione e molto costoso. Il concetto con il quale
vengono trasferite le cariche è simile a quello dell'IT ma avviene
un doppio trasferimento. Le cariche vengono prima rilevate dagli
elementi sensibili, successivamente passate in un registro di
memoria di interlinea e sempre nell'intervallo verticale vengono
trasferite a una griglia di memoria di fotogramma completamente
protetta dalla luce.
Le
cariche sono presenti nel registro di interlinea solo per un brevissimo
tempo e quindi la contaminazione provocata da luce intensa, sebbene
presente, risulta attenuata di molto. Con il CCD a struttura FIT
il fenomeno dello smear verticale viene praticamente eliminato
sino a portarlo a un livello insignificante ovvero intorno a 120
dB sotto al livello del segnale principale.
Si
ricorda che il rapporto segnale/disturbo tipico di una telecamera
broadcast è intorno ai 90dB o meglio. Ovviamente anche i CCD FIT
sono stati dotati di sistema a micro lenti Hyper HAD.
UNA
CONSIDERAZIONE CURIOSA
La
televisione è sempre stata vissuta come un sistema che lavora
in tempo reale. Salvo il tempo di trasferimento del segnale su
ponti e elaborazioni di processo sia in bassa che alta frequenza
questo concettualmente è vero se in condizione di ripresa "live".
Tuttavia
se pensiamo all'acquisizione dell'immagine con tubi a fotoconduzione
si otteneva la rappresentazione dell'immagine all'uscita della
camera in "vero tempo reale" in quanto le cariche elettriche
generate dal target del tubo eccitate dal cannone elettronico
istantaneamente fornivano l'informazione necessaria a modulare
la sottoportante di sistema.
Utilizzando
CCD come rilevatori esiste un ritardo di sistema insito nei CCD
e che, sebbene insignificante, concettualmente fa si che l'immagine
in pratica non venga catturata in tempo reale ma con il ritardo
imposto dal tempo richiesto a raggiungere il primo intervallo
di semiquadro che si presenta, momento nel quale i registri di
memoria vengono scaricati e processati. Quindi la televisione
oggi non è più in "tempo reale" già all'origine.
Per
capirsi gli elementi fotosensibili del CCD catturano l'immagine
in tempo reale ma bisogna aspettare un intervallo verticale per
processarle e scaricarle dai registri di memoria quindi l'immagine
prodotta è in ritardo su ciò che sta accadendo.
La
cosa potrebbe risultare ininfluente ma non è così. Esistono
una serie di problemi legati a questo ritardo di sistema, il più
importante dei quali è la sincronia con l'audio altrettanto in
condizione "live".
Se l'audio viene catturato in modo analogico (come avviene ancora
nella maggior parte dei casi) in pratica esso non subisce alcun
ritardo di processo mentre il video catturato con CCD viene processato/ritardato
già nei registri di memoria dei CCD.
Posso
assicurare che gli addetti ai lavori colgono questo delay/ritardo
audio/video (audio in anticipo) anche solo a sensazione. La cosa
è anche misurabile e il ritardo massimo che si può osservare è
nell'ordine del semiquadro ovvero di 1/50 di secondo.
In
pratica non si può fare nulla per risolvere il problema in quanto
introdurre delay in audio per compensare il delay del CCD non
risulta pratico. Vengono introdotti delay in audio solo nel caso
in cui il ritardo video diventi maggiore e più avvertibile a causa
di processazioni di linea indispensabili al trasferimento del
segnale video o per accoppiare audio e video che subiscono processazioni
diverse e che richiedono tempi di elaborazioni diversi.
L'OFF-SET
SPAZIALE
Quello
dell'off-set spaziale è un concetto poco noto e che vale la pena
di esaminare. In pratica si riesce ad aumentare il potere di risoluzione
di un sistema di acquisizione basato su 3 CCD senza aumentare
il numero degli elementi singoli di ogni CCD.
A
differenza del CCD FT che possiede singoli elementi praticamente
contigui, la presenza dell "Interline Storage Register"
nei CCD IT e FIT riduce l'area disponibile del sensore di una
frazione dell'area del singolo pixel.
I
pixel sono disposti lontani gli uni dagli altri e non contigui.
Questo provoca inevitabilmente un minore potere di risoluzione
del sistema che viene corretto con l'utilizzo dell'off-set spaziale.
È
un metodo molto efficace, poco costoso e pratico e consiste nell'aumentare
la risoluzione della luminanza della camera. Quando si utilizza
l'off-set spaziale i CCD del canale del rosso e del blu vengono
posizionati fisicamente con uno spostamento orizzontale di ½ pixel
rispetto al posizionamento del CCD del canale verde. L'off-set
spaziale non aumenta la risoluzione dei canali del rosso, del
verde e del blu individualmente ma aumenta sensibilmente il numero
effettivo di campionature eseguite.
Una
camera che utilizza un rilevatore con 768 pixel per riga e senza
off-set spaziale raggiunge la risoluzione limite della luminanza
in 560 linee TV. Utilizzando l'off-set spaziale la stessa camera
raggiungerà la risoluzione di 700 linee TV. Questo a costo praticamente
nullo in quanto l'accuratezza nel posizionare i sensori sul retro
del prisma dicroico resta la medesima, solo con un piccolo off-set
del CCD del verde. La circuitazione preposta alla gestione dell'off-set
spaziale ha costo ininfluente.
È
bene dire per far meglio comprendere che il valore della luminanza
può sempre essere ricavato per somma dei valori di percentuali
del rosso, verde e blu e pertanto spostando di ½ pixel i rilevatori
del rosso e del blu è come se si campionasse due volte la luminanza,
una volta con il canale del verde e l'altra volta con i due canali
del rosso e del blu ma spostati di ½ pixel il che significa che
la frequenza di campionatura aumenta del valore del quale i rilevatori
del rosso e del blu vengono off-settati.
LE
MICROLENTI
Abbiamo
parlato in precedenza delle microlenti posizionate su ogni singolo
sensore del CCD. Vediamo più in dettaglio cosa sono e come funzionano.
Tipicamente
una camera con CCD senza microlenti possiede questa sensibilità:
Segnale
di 1 Vpp ottenuto con luce di 2000 lux riflessa per il 96% da
una superficie riflettente con diaframma a F=5.6
Tipicamente
una camera con CCD dotati di microlenti possiede questa sensibilità:
Segnale
di 1Vpp ottenuto con luce di 2000 lux riflessa per il 96% da una
superficie riflettente con diaframma a F=8
Quindi
si guadagna uno stop di diaframma, il che significa che la sensibilità
raddoppia.
Possiamo
ad esempio ricordare che la sensibilità tipica di un tubo a fotoconduzione
da 2/3" Plumbicon era:
Segnale
di 1 Vpp ottenuto con luce di 2000 lux riflessa per il 96% da
una superficie riflettente con diaframma a F=4.5
Per
un tubo Saticon da 2/3"
Segnale
di 1 Vpp ottenuto con luce di 2000 lux riflessa per il 96% da
una superficie riflettente con diaframma a F=4
Come
è facilmente comprensibile dai dati citati sopra ora diventa evidente
il perché le odierne camere a CCD e dotate di microlenti sono
molto più sensibili rispetto alle camere di soli 10 anni fa. La
sensibilità è di 4 o 5 volte maggiore oltre all'aumentata qualità
generalizzata dell'immagine che sono in grado di fornire.
Tuttavia
come al solito l'uso delle microlenti ha benefici e svantaggi.
Lo scopo delle microlenti è quello di concentrare sulla superficie
del singolo elemento sensibile del CCD luce che non lo raggiungerebbe
in quando andrebbe a cadere su aree non sensibili tra un pixel
e l'altro ma questo produce inevitabilmente una certa diffusione
della luce e proprio in prossimità del singolo rilevatore, luce
che può essere captata anche dal pixel adiacente. Questo fenomeno
negativo di cui si patisce è tuttavia compensato dai benefici
che si ottengono relativi all'aumentata sensibilità di sistema.
Un altro beneficio che si somma è una certa riduzione del pur
già ridottittismo e ininfluente a questo punto fenomeno dello
smear verticale.
CONCLUSIONI
I
CCD con microlenti hanno un costo praticamente doppio di quelli
senza microlenti.
I
CCD FIT hanno un costo praticamente doppio di CCD IT e FT.
La
migliore camera broadcast oggi disponibile sul mercato monta indifferentemente
dalla quantità di pixel presenti sul sensore: rilevatore
da 2/3", CCD tipo FIT, microlenti, off-set spaziale.
Una camera con questa configurazione di CCD fornirà se dotata
di ottica adeguata, immagini superbe e al di sopra delle aspettative
in qualsiasi condizione d'uso.
Attualmente
(anno 2002) vengono comunemente prodotti CCD FIT con potere di
risoluzione di 900 linee TV e sensibilità nominale sempre a F=8.
Vengono prodotti CCD multiformato in grado di gestire l'aspect-ratio
sia di 4:3 che 16:9 con la stessa camera, vengono prodotte camere
a CCD con scansione progressiva e non più interlacciata, vengono
realizzati otturatori elettronici variabili a regolazione fine
senza con questo perdere la sensibilità nominale della camera.
Le
camere di alta fascia oggi posseggono due torrette di filtri di
sistema, un sofisticato dialogo ottica/camera, possono essere
equipaggiate con ottiche di altissime prestazioni sia a focale
fissa che a zoom e anche con ottiche la cui operatività è la stessa
di quelle cinematografiche.
La
cinematografia elettronica oggi è una realtà anche in bassa risoluzione
ovvero per fruizione televisiva senza dover utilizzare sistemi
in elettronici in Hi-Definition ad esempio tipo Cinealta e simili,
sistemi con i quali è possibile sostituire interamente la pellicola
cinematografica e la cinepresa come sistema di acquisizione di
immagine di alta qualità in movimento. I sistemi elettronici tipo
Cinealta possono oggi sostituire lo standard cinematografico anche
per fruizione per proiezione su schermo di sala cinematografica
sino al formato 16:9.
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