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ARGOMENTI
DEL SISTEMA
La
distribuzione del segnale, re-clocking
Quindi
un segnale video può essere digitale ma il mondo attraverso il
quale questo segnale passa è analogico. Di conseguenza è importante
considerare la distorsione che l'analogico apporta al segnale
digitale. Questa comprende: perdita in risposta in frequenza causata
dall'attenuazione del cavo, distorsione di fase, rumore, jitter
del clock, spostamento della posizione di 0 DC dovuta all'accoppiamento
della AC.
Mentre
un segnale digitale manterrà la capacità di comunicare i suoi
dati nonostante un certo grado di distorsione, esiste un punto
al di sotto del quale i dati non saranno più ricostruibili. La
lunghezza dei cavi è il principale fattore di introduzione di
distorsione nel segnale.
La
maggior parte delle macchine digitali effettuano una qualche forma
di equalizzazione e di rigenerazione su tutti gli ingressi per
compensare le diverse lunghezze dei cavi. Se si considera il caso
specifico degli amplificatori di distribuzione e delle matrici
di commutazione esistono diversi approcci che possono essere usati;
amplificatori a larga banda, amplificatori digitali a larga banda,
amplificatori digitali di rigenerazione.
Prendiamo
in esame per primo l'ultimo caso citato, la rigenerazione di un
segnale digitale in generale significa ricostruire i dati da un
segnale in ingresso e trasmetterli con una forma d'onda pulita
usando una sorgente di clock stabile. La rigenerazione di un segnale
digitale permette la sua ulteriore trasmissione in avanti e sostiene
maggiormente il segnale che ha già subito qualche distorsione
analogica. La rigenerazione in generale usa le caratteristiche
del segnale in ingresso, per esempio il clock auto-estratto, per
produrre l'uscita.
Nel
video seriale digitale esistono due modi di rigenerare: seriale
e parallelo.
La
rigenerazione seriale è la più semplice. Consiste nell'equalizzazione
del cavo, nella rigenerazione del clock, la ricostruzione dei
dati e la ritrasmissione dei dati usando il clock ricostruito.
Un oscillatore agganciato in fase (PLL) con un LC (induttanza/capacità)
o RC (resistor/capacitor)
rigenera la frequenza del clock seriale, un processo chiamato
"reclocking".
La
rigenerazione parallela è più complessa. Essa coinvolge 3 passi:
la deserializzazione, il reclocking parallelo di solito usando
un tempo di base controllato da un cristallo e la serializzazione.
Ogni
forma di rigenerazione può ridurre il jitter al di fuori della
larghezza di banda del suo PLL ma il jitter all'interno della
larghezza di banda del loop sarà riprodotta e può accumularsi
in modo significativo a ogni rigenerazione.
Un
rigeneratore seriale ha una larghezza di banda del loop dell'ordine
di diverse centinaia di KHz sino a qualche MHz. Un rigeneratore
parallelo ha una banda più stretta , nell'ordine di diversi Hz.
Di
conseguenza un rigeneratore parallelo può ridurre il jitter di
una quantità maggiore di un rigeneratore seriale alle spese di
una maggior complessità. In aggiunta il jitter in una base di
tempo controllata da un cristallo (rigeneratore parallelo) è molto
minore di un oscillatore LC o RC che controlla la base di tempo
(rigeneratore seriale).
I
rigeneratori seriali ovviamente non possono eseguire un numero
illimitato di volte l'operazione di rigenerazione in quanto il
jitter del PLL si assommerebbe via via e perché il clock è autoestratto
dal segnale in ingresso. La rigenerazione seriale, di solito,
può essere eseguita dozzine di volte prima che si renda necessaria
una rigenerazione parallela. Un jitter che è andato aumentando
sino a un livello eccessivo può causare un blocco del sistema.
L'accettazione della quantità di jitter per un ricevitore seriale
deve quindi essere presa in considerazione e gestita dal sistema,
questo punto verrà discusso più avanti.
Una
rigenerazione ove un clock di riferimento viene usato per produrre
un'uscita può essere eseguita un numero illimitato di volte e
eliminerà ogni jitter che si è andato accumulando in una serie
di operazioni di rigenerazione.
Questo
tipo di rigenerazione avviene nelle macchine principali come VTR,
mixer video, effetti digitali che usino un riferimento esterno
per effettuare i loro processi digitali. Pertanto la rigenerazione
può avvenire in modo perfetto, l'unica limitazione sono le considerazioni
economiche.
Un
approccio completamente diverso alla distribuzione del segnale
è l'uso di matrici di commutazione a larga banda ma esistono molte
limitazioni.
È
vero che le matrici analogiche di distribuzione a larga banda
( più di 100 MHz) lascerebbero passare il segnale di 143 Mb/s
seriale; tuttavia esse non hanno precisamente le specifiche richieste
per i 270 Mb/s e 360 Mb/s.
Con
matrici progettate per la commutazione di segnali a larga banda
analogici la caratteristica di risposta in frequenza avrebbe un
effetto negativo sul segnale. I ricevitori che lavorano con il
segnale della SMPTE 259M si aspettano di ricevere un segnale trasmesso
da una sorgente standard e attenuato dal cavo coassiale con una
perdita in frequenza secondo la citata:

Qualsiasi
deviazione da 6 dB per ottava supererà la larghezza di banda di
1 MHz sopra alla frequenza di clock e provocherà un'operatività
impropria dell'equalizzatore automatico nel ricevitore seriale.
In
generale questo è un problema importante in quanto le matrici
analogiche sono progettate per avere una risposta piatta sino
a una certa larghezza di banda e quindi cadere secondo un certo
inviluppo che può o non può essere di 6 dB per ottava. È
la differenza tra "il dentro la banda" e "il fuori
dalla banda" che genera il problema.
Tra
questi due estremi esistono matrici di commutazioni seriali digitali
che non fanno il re-clock del segnale. Questo tipo di matrici
di solito lavorano in modo adeguato a qualsiasi frequenza di clock
per la quantità di cavo compreso dalle loro specifiche. Tuttavia
queste specifiche sono di solito più corte di quelle delle matrici
che effettuano il re-clock.
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