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Terminazioni
e loop
Lo
standard del digitale specifica che la perdita per riflessione
tra trasmettitore e ricevitore deve essere maggiore di 15 dB sino
a 270 MHz.
Pertanto
la terminazione dovrebbe essere a 75 ohm con nessun componente
significativo reattivo a 270 MHz.
Chiaramente
questa frequenza è correlata al componente digitale quindi sarebbe
pensabile una frequenza più bassa per l'NTSC in futuro.
Come
si può vedere dalla modesta specifica di 15 dB la perdita per
riflessione non è un punto critico nel sistema video seriale digitale.
Diventa più critica con un cavo corto piuttosto che con un cavo
lungo in quanto il segnale riflesso viene attenuato dalla lunghezza
del cavo.
La
maggior parte dei ricevitori digitali sono terminati direttamente
per evitare i problemi di riflessione. Siccome i circuiti attivi
del ricevitore non sembrano essere a 75 ohm, si devono inserire
circuiti per fornire una terminazione con buona resistività e
avere quindi bassi valori di riflessione. Alcuni prodotti presenti
sul mercato non forniscono valori di perdita per riflessione secondo
le specifiche per le frequenze più alte. Questo non sembra abbia
causato grossi problemi ma tuttavia anche qui dovrebbe prevalere
un buon engeneering.
I
loop attivi sono molto comuni nelle macchine seriali digitali
in quanto essi sono relativamente semplici e posseggono caratteristiche
di rigenerazione simile a un amplificatore di distribuzione con
re-clock. Essi forniscono anche un isolamento tra ingresso e uscita.
Tuttavia
se la macchina viene spenta per qualche ragione, la connessione
si interrompe. Anche per le connessioni in loop si devono prendere
le stesse cautele riguardo all'impedenza. È possibile anche
effettuare loop passivi per diagnostica di sistema e identificazione
di guasti quando è necessario per osservare il segnale
nel punto del percorso sotto analisi. Se si deve fare un loop
per monitorare è importante che questo sia un loop passivo per
due ragioni: la
prima, il trasmettitore seriale con molte uscite di solito possiede
dispositivi attivi separati per ogni uscita e quindi monitorare
un'uscita non indica che necessariamente la qualità di un'altra
uscita; la
seconda, se si usa un loop attivo la perdita di alimentazione
o spegnimento della macchina usata per monitorare il segnale spegnerà
anche il segnale, il che potrebbe risultare disastroso in situazione
operativa. Se non viene usato un loop passivo è importante assicurarsi
che la terminazione sia a 75 ohm con nessun componente significativamente
reattivo alla frequenza del clock del segnale digitale seriale.
L'audio
digitale AES/EBU ha fatto nascere interessanti questioni a seguito
delle sue caratteristiche. Nell'applicazione professionale viene
tradizionalmente impiegato l'audio bilanciato per evitare hum
e altri problemi. Di solito vengono usati cavi a multi conduttori
arrotolati su di loro e schermati. Il connettore XLR fu scelto
come connettore tipo e usato universalmente nella maggior parte
delle applicazioni professionali. All'evolversi dell'audio digitale
AES/EBU fu naturale pensare di continuare ad usare i tradizionali
cavi e connettori in uso. Lo scopo della AES3 copre la trasmissione
digitale audio sino a 100 mt di distanza e si possono impiegare
i tradizionali cavi arrotolati a due a due e schermati.
Siccome
l'audio AES/EBU ha una banda passante molto più grande dell'audio
analogico, i cavi devono essere scelti con cura. Per adeguarsi
alle specifiche della AES/EBU, l'impedenza una sorgente di 110
ohm e impedenze di carico. Lo standard non fornisce specifiche
per un carico a ponte tuttavia in teoria è possibile pontare gli
ingressi come si fa tradizionalmente per l'audio analogico. Cavi
non terminati propriamente possono causare riflessioni e di conseguenza
errori nei dati.
Le
frequenze relativamente alte dei segnali della AES/EBU non possono
viaggiare sulla coppia di cavi schermati così facilmente come
l'audio analogico. La capacità del cavo e la perdita alle alte
frequenze provoca una diminuzione alle alte frequenze. I fronti
dei segnali possono arrotondarsi e l'ampiezza del segnale può
abbassarsi e pertanto il ricevitore può arrivare al punto da non
riuscire più a distinguere un "1" da uno "0".
Questo rende il segnale non più decifrabile. Di solito i cavi
sono limitati in lunghezza a poche decine di metri. Vengo specificati
anche i connettori XLR.
Siccome
la AES/EBU ha frequenze che raggiungono i 6 MHz, c'è stato il
suggerimento di utilizzare cavo coassiale sbilanciato con connettori
BNC per migliorare le prestazioni dell'audio negli impianti video
e per la trasmissione a più di 100 mt.
Esistono
molte commissioni che stanno studiando l'impiego del connettore
BNC per l'audio digitale della AES/EBU. Il documento ICE 958 descrive
una linea sbilanciata, uno schema a due cavi per cavo coassiale
a 75 ohm, la AES ha allo studio il documento AES3-ID e l'SMPTE
ha al lavoro un gruppo sull'interfaccia audio digitale per la
televisione che affronta questo argomento.
La
preferenza è di ridurre il segnale bilanciato a 110 ohm a sbilanciato
a 75 ohm e di ridurre il segnale da 3 - 10 volt a 1 volt. Il segnale
risultante avrebbe le stesse caratteristiche dell'audio analogico
e potrebbero quindi essere utilizzati i tradizionali metodi e
macchine di distribuzione del video analogico per distribuire
l'audio digitale. Il costo di cablare un cavo terminato a BNC
è minore che non intestare un cavo con connettori XLR. Test hanno
anche stabilito che la radiazione EMI (emissione in radiofrequenza)
è minore se si usa un cavo di distribuzione coassiale.
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