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Segnali
in componenti digitali
nel formato a schermo ingrandito 16:9
Molti
mercati televisivi mondiali si stanno interessando al sistema
di invio di immagini su schermo ingrandito con proporzione di
aspetto 16:9.
Alcuni
di questi sistemi come il MUSE in Giappone e il futuro sistema
ATV negli USA sono intesi essere per immagini ad alta definizione;
altri come il PAL Plus in Europa useranno 525 o 625 linee.
I
ricevitori domestici in 16:9 sono già stati introdotti su molti
mercati e la loro penetrazione aumenterà significativamente nei
prossimi anni.
Per
molti broadcasters questo crea un bisogno di programmi realizzati
in 16:9. Sono stati proposti due approcci per la rappresentazione
digitale in 16:9 di sistemi a 525 o 625 linee.
Il
primo metodo conserva la frequenza di campionatura della CCIR
601 usata per le immagini 4:3 (13.5 MHz per la luminanza).
Questo
"stira-allarga" il pixel rappresentato da ogni parola
di dati di un fattore 1.33 orizzontale e ne risulta una perdita
di risoluzione spaziale del 25% se comparato con immagini secondo
la CCIR 601. Per qualche applicazione questo metodo fornisce una
risoluzione adeguata e ha il grande vantaggio di poter usare molte
macchine esistenti realizzate secondo la CCIR 601.
Il
secondo metodo mantiene la risoluzione spaziale dove alcuni pixel
(e parole dei dati) vengono aggiunti per rappresentare la maggior
larghezza dell'immagine. Questo approccio ha come risultante una
campionatura di luminanza di 960 (punti) per ogni linea di video
attivo (comparata con i 720 punti dell'immagine 4:3 e i 1920 punti
per un'immagine 16:9 in alta definizione). Ne risulta una frequenza
di campionatura per la luminanza di 18 MHz.
Questo
sistema fornisce la stessa risoluzione spaziale della CCIR 601
sul formato 4:3 ma non è possibile usare le macchine attuali esistenti,
progettate solo con campionatura a 13.5 MHz. La risoluzione aggiuntiva
di questo metodo può risultare vantaggiosa quando si desideri
una qualità assoluta per la post produzione o quando sia contemplata
una up-conversion in alta definizione.
Lo
standard SMPTE 267M che è stato proposto fornisce prestazioni
per entrambi i sistemi sia a 13.5 MHz che a 18 MHz.
Siccome
i segnali 16:9 che usano una campionatura a 13.5 MHz sono elettricamente
indistinguibili dai segnali 4:3 essi possono essere convertiti
dall'interfaccia seriale SMPTE 259M a 270 Mb/s.
Ci
si aspetta che la SMPTE 259M sia rivista per fornire la trasmissione
seriale dei segnali campionati a 18 MHZ con l'uso dello stesso
algoritmo con una velocità dei dati di 360 Mb/s.
Il
video digitale seriale
La
connessione in parallelo delle macchine digitali risulta pratico
solo per piccole installazioni, ma esiste anche una reale necessità
per una trasmissione su un solo cavo coassiale. Questo non è semplice
in quanto la velocità dei dati è alta e se il segnale viene trasmesso
in forma seriale senza modifiche, la sua ricostruzione in modo
affidabile diventa molto difficoltosa. Il segnale seriale deve
essere modificato prima della sua trasmissione per assicurare
che esistano sufficienti contorni (fronti) per una ricostruzione
del clock affidabile, deve essere anche ridotto il contenuto di
basse frequenze del segnale digitale trasmesso e deve essere distribuito
lo spettro di energia in modo che si possano ridurre i problemi
causati dall'emissione di radiofrequenza.
Nei
primi anni '80 l'EBU emise una normativa circa una interfaccia
seriale per i segnali della CCIR 601. Questa interfaccia usava
una codifica a 8/9 blocchi e ne risultava una velocità di trasmissione
di 243 Mb/s. Questa interfaccia non supportava la precisione dei
segnali a 10 bit e esistevano alcune difficoltà nel realizzare
circuiti integrati affidabili e economici.
L'interfaccia
basata sul sistema di codifica in blocchi fu abbandonata e fu
sostituita da un'interfaccia con una codifica del canale che utilizzava
lo scrambling (mischiamento pseudo-casuale) e una conversione
in NRZI.
L'interfaccia
seriale è stata standardizzata come SMPTE 259M e EBU Tech. 3267
ed è stata definita sia per segnali in componenti che compositi
comprendendo l'audio digitale embedded (messo dentro-contenuto).
Concettualmente
l'interfaccia seriale digitale assomiglia a un sistema di "portante"
per le applicazioni in studio. La banda passante di base, audio
e video, viene digitalizzata e combinata su una "portante"
digitale come mostrato nella figura 11 (Non è proprio un sistema
di "portante" in quanto questa è un segnale base digitale
e non esiste modulazione della "portante").

Fig.11
La
velocità della trasmissione dei dati (bit-rate,frequenza della
"portante") viene determinata dalla frequenza di clock
dei dati digitali e risulta essere di:
- 143 Mb/s per NTSC
- 177 Mb/s per PAL
- 270 Mb/s per componenti secondo la CCIR 601.
È
stato proposto un sistema in componenti per schermo allargato
a 16:9 che ha un bit-rate di 360 Mb/s.
I
dati paralleli che rappresentano le campionature del segnale analogico
vengono processati con le seguenti funzioni:

per
creare la cascata dei dati digitali.
Il
clock parallelo viene usato per caricare le campionature in un
registro di memoria e spostamento e un multiplo x10 del clock
parallelo "sposta fuori" (dal registro) i bits, LSB
(least significant bit) per primi, per ogni parola di 10 bit.
Se sono disponibili solo dati a 8 bit il serializzatore mette
due zeri nei due ultimi LSB per completare la parola di 10 bit.
I segnali in componenti non necessitano di un ulteriore processo
in quanto i segnali di SAV e EAV dell'interfaccia parallela forniscono
una sequenza unica che può essere identificata in ambiente digitale
per consentire la messa in sequenza delle parole all'interno del
field/frame. Se vengono insertati dati ausiliari come l'audio
,questi dati saranno trasportati dall'interfaccia seriale. L'interfaccia
seriale può essere usata in associazione a un normale cavo video
coassiale.
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