DreamVideo è un digital magazine mensile con focus specifico sulla produzione e post-produzione video, rivolto a videomaker e filmmaker, che siano professionisti o semplici appassionati.    |     Anno VIII nr.98-2018    |     ISSN 2421-2253

Il MAC per fare video editing

 

I computer Apple sono concepiti e realizzati soprattutto per lavorare nell'ambiente grafico bidimensionale (i video quindi) e musicale.

Per realizzare buoni prodotti, non è necessario spendere un sacco di soldi per attrezzature sofisticate, ma questo ormai si sa, e non fa eccezione il mondo dei Mac.

Potete acquistare un macchina professionale con un G4 bi-processore, 1 GB di RAM, dischi fissi FireWire e Apple Final Cut Pro; oppure, se volete contenere la spesa, potete prendere un iMac con iMovie2 e realizzare i primi lavori.

La differenza delle sopraccitate macchine è notevole: il processore differente (G4 vs. G3), la memoria, i dischi, scheda video e via di seguito è notevole, così come i software che sono completamente diversi; ma nonostante questo anche con una machina meno performante i risultati saranno comunque ottimi.

Il motivo è semplicissimo, ogni iMac DV, è dotato di 2 porte FireWire che consentono il collegamento a caldo (cioè senza riavviare la macchina) con la vostra telecamera digitale (DV/miniDV/Digital8).

Quando non c'era ancora il FireWire si usavano solo schede d'acquisizione analogiche, queste ultime necessitavano di enormi risorse hardware, perché dovevano campionare ogni fotogramma analogico per trasformarlo in fotogramma digitale - quindi una macchina poco potente significava bassa qualità video.

Oggi, con il FireWire, il discorso cambia in maniera radicale; infatti, quando acquisiamo il contenuto di una cassetta DV o miniDV non facciamo altro che trasferire le informazioni dalla cassetta all'hard disc del computer - è come se copiassimo un file da un floppy ad un altro.

Il contenuto dei nastri DV, non sono immagini e suoni, ma solo una sequenza di byte; quindi il computer non deve fare nessuna operazione se non quella di copiare con una velocità di quasi 4 MB al secondo senza fermarsi.

Un hard disk capiente, veloce e ben organizzato (cioè deframmentato prima di ogni acquisizione) sono sinonimo di clip senza buchi o interruzioni.

Nelle figure che seguono, trovate varie configurazioni su come allestire una stazione di montaggio digitale; in tutte le configurazioni, la qualità finale del video è la medesima.

La configurazione 1 è la soluzione più semplice, la macchina (un iMac, G3, G4, Cube, iBook, PowerBook…) dotata di porta FireWire e una telecamera che farà anche da registratore (quest’ultima opzione è possibile solo se la porta FireWire della telecamera è abilitata anche per l'ingresso).


Configurazione 1

Nella configurazione 2 c'è l'ausilio di un accessorio in più: un monitor TV; nel nostro caso un piccolo televisore da 14" va benissimo.


Configurazione 2

Sconsigliamo l'acquisto di costosi monitor professionali per questo uso, in quanto la loro elevatissima qualità non serve a niente perché comunque il prodotto finale deve esser visto su comuni televisori; in questo modo ci si accorge delle carenze di qualità già in fase di montaggio, e si può rimediare variando alcuni parametri. 

Il monitor va collegato direttamente alla telecamera, perché quest'ultima è dotata dell'uscita video PAL, cosa che sull'iMac non è presente.

Nella configurazione 3 utilizziamo un HD esterno FireWire (anche il Wide SCSI va bene, ma necessità del relativo controller) e un monitor computer da 21".


Configurazione 3

Notate che le casse non sono collegate al computer ma direttamente alla telecamera, perché c'è sempre un minimo ritardo tra l'immagine vista dal computer e l'audio della telecamera in fase di playback.

Non preoccupatevi se nel rivedere il video nel computer il filmato risulta sgranato o poco fluido, quando avrete riversato il tutto nella telecamera, la qualità sarà perfetta.


È per questo motivo che consigliamo l'utilizzo di un monitor TV collegato alla telecamera, per gustarsi le fasi di montaggio con la massima qualità.



Alcuni consigli

Nel caso si voglia allestire uno studio professionale, consigliamo il processore G4, che grazie alla sua tecnologia è la combinazione perfetta con Final Cut Pro.

Un'altro consiglio è di avere a disposizione molta RAM; il bello del Mac è che per ogni programma è possibile "allocare" la quantità di memoria necessaria.


Esempio: se durante un lavoro, sapete già che userete un solo programma, e avete in totale 256 MB di RAM, assegnate al programma 190 MB di RAM (non potete dare il 100% della memoria perché il sistema operativo necessita anche lui di memoria).

Potete utilizzare la memoria virtuale se vi trovate alle strette, però sappiate che la renderizzazione sarà molto più lenta e in alcuni casi il programma (riconoscendo la presenza della RAM virtuale) non partirà, avvisandovi di togliere la RAM virtuale.

Il software Final Cut Pro, ha come opzione la possibilità di usare come monitor per il playback la telecamera anziché la finestra sul monitor del computer per far si che il sistema sia più veloce - soluzione che abbiamo sperimentato e che consigliamo.

 
Autore: Alessandro Venturi
 
 
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